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Bilancio preventivo 2015 – Discorso presidente Commissione Bilancio

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Articolo di: 
   del: 23 marzo 2015

Di seguito il mio intervento di apertura della discussione del Bilancio preventivo 2015

Come sempre apro con dei doverosi ma mai scontati ringraziamenti a tutti i tecnici e dirigenti che hanno assicurato la presenza nelle commissioni per accompagnarci in un bilancio che ancora una volta si muove in un quadro normativo complesso a volte incerto, e per certi versi avvilente.

Ringrazio la vicesindaco Giannini che a sua volta ha assicurato la presenza costante nelle commissioni, anche quelle più “scomode”, e che quest’anno ha accolto la pressante richieste degli anni precedenti di anticipare la discussione del bilancio rispetto ai periodi estivi a cui ci eravamo abituati.

 

Il dato più importante infatti è che la discussione del bilancio preventivo 2015 di quest’anno si apre in netto anticipo rispetto a tutte le altre discussioni di bilancio preventivo di questo mandato. Siamo infatti ancora a Marzo

3 mesi di esercizio provvisorio una decina di anni fa, sarebbero stati un tempo clamoroso che avrebbe tenuto banco sui mezzi di comunicazione. Oggi invece la prospettiva si è ribaltata. 3 mesi di esercizio provvisorio appaiono come un miglioramento importante. E di certo lo sono.

La richiesta di anticipare l’approvazione del bilancio preventivo e limitare l’esercizio provvisorio era arrivata da più parti negli anni scorsi, sia dai consiglieri comunali di maggioranza che di minoranza, ma anche in forma di riflessione, da parte dei dirigenti: “meglio avere un bilancio incerto prima possibile o un bilancio ancora incerto oltre la seconda metà dell’anno?

E’ ormai evidente l’inutilità del rimandare il bilancio attendendo chiarezza da parte del governo centrale su nodi e questioni da sciogliere. E’ capitato persino che dei dati venissero variati dal Governo non dico dopo l’approvazione del bilancio preventivo, ma persino a bilancio consuntivo già chiuso.

Oppure ancora l’anno scorso i tempi per l’emanazione di un basilare decreto attuativo per la ripartizione tra i comuni della compensazione IMU prima casa-TASI si è fatto attendere oltre ogni decenza.

Siamo purtroppo ancora lontani da un sistema fiscale federalista ordinato che permetta di sapere con chiarezza le risorse su cui contare.

Con questa esperienza e queste scottature si è condiviso che fosse meglio procedere con i pochi dati a disposizione oggi e le tante incertezze per non ribaltare su una città importante come Bologna, le inefficienze e indecisioni governative.

L’esercizio provvisorio infatti crea grossi problemi nella pianificazione degli investimenti e manutenzioni di cui questa città ha tanto bisogno. I cantieri vanno pianificati per tempo e ci auguriamo che approvare il bilancio preventivo a marzo e non a estate inoltrata, possa concretizzarsi in un miglioramento della manutenzione della città e in un miglior impatto degli investimenti.

Per completezza, per mettere sul tavolo ogni tassello del mosaico, è giusto ricordare che il fatto di discutere il bilancio preventivo in anticipo rispetto agli altri anni, cioè a Marzo, oltre ad essere una scelta politica, è stato anche tecnicamente possibile grazie al grande lavoro fatto l’anno scorso. Ovvero la stesura del DUP (documento unico di programmazione) e la riscrittura dei documenti di bilancio sulla base dei nuovi principi contabili a cui il Comune di Bologna ha aderito come ente sperimentatore tra i primi in Italia. Nel 2015 quindi il grosso del lavoro era già impostato, e partire con i documenti già pronti, solo da aggiornare, non è di secondaria importanza se siamo qui oggi a parlare di bilancio e non siamo ancora in alto mare.

Non smettiamo di sperare che alcune partite nazionali vengano sbloccate, il confronto andrà avanti. Ne cito solo due particolarmente fastidiose:

  • Il rimborso per le spese degli uffici giudiziari. Spese di competenza statale che venivano anticipate dal Comune di Bologna in virtù di una regio decreto pre repubblicano. Spese che poi venivano rimborsate… con comodo. Questi rimborsi ultimamente non sono praticamente arrivati. Non è accettabile che lo Stato si finanzi sulle spalle dei comuni già allo stremo delle forze. Da settembre questa normativa finalmente cambierà. Ma i pregressi devono arrivare in fretta. Sono 40 milioni di euro accumulati. 40 milioni che a questo Comune servono assolutamente.
  • Il compenso per IMU prima casa – TASI. Il pasticcio dell’abolizione dell’IMU prima casa prosegue con una nuova puntata. Il blocco dell’aliquota TASI al livello dell’anno scorso, ma senza prevedere le compensazioni che l’anno scorso erano invece previste (i famosi 625 milioni a livello nazionale). Questo pesa 17 milioni per il Comune di Bologna.

 

Le contropartite che si devono accettare per poter chiudere a Marzo il bilancio preventivo, sono due:

  • PRIMO Mancando alcune voci importanti, la giunta ha deciso di mettere al massimo tutte le aliquote compresa l’agevolazione per i canoni concordati che passano dal 7,6 al 10,6 e le agevolazioni per i comodati gratuiti ai parenti di primo grado. Oltre all’aumento dell’IRPEF e della TARI. Non posso non sottolineare con preoccupazione l’assenza di agevolazioni per i figli non più previste dalla normativa nazionale e che quest’anno non vedono alcun intervento compensativo da parte del comune.
  • SECONDO Il bilancio che approviamo oggi potrebbe essere diverso da quello definitivo. E la giunta lo ha elegantemente definito “dinamico” (Crozza l’altra sera parlava di “camouflage”) per riferirsi all’incertezza e al fatto che verrà modificato man mano che i nodi si scioglieranno (speriamo in meglio).

 

Per concludere questa parte sottolineo due preoccupazioni emerse nell’istruttoria:

  • La prima riguarda l’importantissima voce degli investimenti. Mai abbastanza per questa città e che quest’anno vedono prendere in carico al comune anche il rifacimento di 2 centri pasto che passano dalla società Seribo al comune di Bologna. Questi  milioni di euro devono trovare un posto nel risicato piano dei lavori pubblici.

Altre risorse quindi che dovranno essere reperite a copertura.

La preoccupazione emersa è proprio su come finanziare gli investimenti previsti nei piani dei lavori pubblici. I mutui copriranno una parte, ma è cruciale per il futuro di questo ente la scelta con cui si deciderà di coprire le restanti parti. In un contesto come quello attuale: non si può più contare come in passato sugli oneri di urbanizzazione. Anche le alienazioni immobiliari sono difficili e spesso impossibili. Consapevole del quadro, riporto la preoccupazione emersa: attenti ad accedere all’ultima ricchezza di questo comune che non potrà più essere ricostituita: la vendita delle partecipazioni.

 

  • La seconda preoccupazione riguarda l’accantonamento ridotto al Fondo Crediti Dubbia Esigibilità. La norma consente ai comuni di accantonare solo il 55% invece del 100% per aiutarli, con un arzigogolo rischioso a trovare quelle risorse che il Governo Renzi sottrae ai comuni.

Questa riduzione dovrà rientrare. E’ in pratica un finanziamento rischioso e allo scoperto che la giunta ha già detto di voler coprire prioritariamente.

Questo allontana e rende ancora più incerta la possibilità di reintrodurre le agevolazioni per i canoni concordati, tanti utili in una città ad alta tensione abitativa come  Bologna.

 

Due parole sul Percorso di istruttoria degli atti di bilancio:

La formalità del percorso è stata un po’ sacrificata nell’obbiettivo condivisibile di arrivare prima possibile in consiglio (comprimendo anche i tempi a disposizione dei quartieri) garantendo nel contempo ogni occasione di approfondimento.

 

Si è partiti INFORMALMENTE il 19 gennaio con una informativa in Consiglio Comunale che si è poi approfondita il 2 febbraio in commissione bilancio.

Il 26 febbraio è cominciato l’approfondimento nelle singole commissioni, quindi in anticipo rispetto alle aperture formali

Il 2 marzo il percorso si è aperto ufficialmente e formalmente in consiglio e il 9 marzo si è tenuto l’avvio del percorso nelle commissioni con la seduta congiunta.

In totale si sono tenute 16 commissioni concludendo e licenziando venerdì 20 alle 17.45 tutte le delibere.

 

Degna di nota la discussione sul bilancio di genere che si è tenuta in settima commissione e che quest’anno ha si lega al bilancio preventivo in modo da poter influenzare le politiche.

Una scelta che dovrà sempre più svilupparsi in futuro insieme all’altra grande tematica dell’energia che dovrà sempre più condizionare i bilanci e gli indirizzi degli enti locali.

 

Il decreto ministeriale che tutti davano per scontato e che ha posticipato i termini per l’approvazione del bilancio dal 31 marzo al 31 maggio 2015 è arrivato il 16 marzo quando il nostro percorso era ormai vicino alla conclusione. Su questo decreto ministeriale concedetemi un commento: è vero che era dato per scontato, ma posticipare la scadenza a 15 giorni dal termine di un iter che necessita di 30 giorni è un ulteriore indice della confusione e forse anche di uno scollegamento con la realtà. Una volta di più abbiamo fatto bene ad anticipare e non aspettare atti risolutivi da questo governo.

Buon lavoro a tutti

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