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Derivati – Se son bombe esploderanno

bombe
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Apprendo che il sign Amorosi (quello così furbo da venire in una Commissione consiliare appoggiando platealmente sul tavolo documenti riservati facendo saltare una commissione che interessava me, molti altri e forse anche a lui) torna sull’argomento derivati nei bilanci del Comune e delle aziende di Bologna, ma invece che cominciare a supportare con qualche dato un po’ più concreto l’argomento svia l’attenzione su una mia presunta opinione che confonde con quella del Collegio Dei Revisori dei Conti che hanno dichiarato “Non ci sono contratti derivati nel Comune e quelli delle partecipate sono riportati regolarmente nel bilancio.

Visto che gli interessa tanto la mia posizione, nell’ultima assemblea PUBBLICA del 4 dicembre 2013  davanti a oltre 70 persone (non ha bisogno di scartabellare scorrettamente nelle mail private in cui mi confronto con gli altri consiglieri) che si tiene ogni primo mercoledì del mese, ho detto che di certezze sul tema derivati purtroppo ancora non ne ho (anche se ci sto lavorando) e di certo il sign Amorosi non ne fornisce molte presentando in modo sfuggente documenti inquadrati rapidamente e facendo scorrere cifre senza approfondirne nessuna.

Ho anche detto che intendo approfondire l’argomento ma che speravo anche che chi ha lanciato il sasso poi si preoccupasse di supportare le affermazioni in modo più concreto piuttosto che sperare che poi il grosso del lavoro lo faccia io (e lo sto facendo, nonostante abbia segnalazioni su altri temi impegnativi che giungono da  fonti più attendibili). Nella stessa assemblea pubblica ho aggiunto che mi pongo delle domande: “Se ci sono derivati come sono riusciti a nasconderli per anni ai vari collegi dei revisori dei conti? Di che natura sono questi presunti derivati? Quali sono i flussi finanziari che hanno generato? Quali le eventuali clausole “capestro” dei contratti? Se i derivati sono degli swap a copertura di tassi variabili dei mutui, cosa sarebbe cambiato se non fossero stati stipulati?”. Tutte domande ancora senza risposta, ma sulle quali noi stiamo lavorando e alle quali troveremo una risposta.

Simulazioni. Dati certi. Studiare ed evidenziare le condizioni contrattuali di questi derivati. Da chi fa una denuncia di questo genere mi aspetterei questo lavoro. Tutto assente. Solo titoli che parlano di bombe e nessuna certezza o aiuto vero.

Sostiene inoltre Amorosi che avrei “chiuso il caso” mentre la mail inviata da me e dalla Presidente Castaldini a tutti i Commissari in data 6 dicembre, mail con cui avrei appunto “chiuso il caso”, in realtà si conclude così:

“È  comunque  nostra  intenzione  non  lasciare  cadere il tema e soddisfare quell'interesse  che più commissari hanno manifestato e che come Presidenti condividiamo.
Completeremo gli approfondimenti trovando una forma che non leda 
diritti e posizioni giuridiche dei soggetti interessati.”

Certo che se Mr. Bomba fosse stato un briciolo più accorto la commissione sarebbe potuta  proseguire. Ora quindi non cerchi di scaricare la responsabilità della sua leggerezza su di me.

Comunque un po’ di ricerche le ho fatte e senza chiamare sindaci e assessori del passato qualcosa ho trovato. Basta guardare tra il 2004 e il 2008 anni in cui i derivati andavano molto di moda. Evidenze di titoli tossici ancora non le ho trovate, ma una delibera di giunta rischiosissima sì.

Era il 7/12/2004 PG 248761/04

La delibera è del tutto simile a quella che ha portato tanti altri comuni a imbottirsi di titoli spazzatura. Era il primo passo che anche il Comune di Bologna ha compiuto.

Si cercava un advisor (leggasi “collocatore di derivati”) per “proseguire nell’azione di gestione dinamica del debito….vagliando l’eventualità di ricorrere al mercato dei capitali con operazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari (obbligazioni e altri strumenti derivati) … e per ristrutturare il debito esistente…

Ecco si potrebbe partire chiedendo agli assessori di allora, che erano in giunta nel 2004 visto che è stata approvata a “voti unanimi e palesi”. Tra questi assessori c’era lo stesso Amorosi.

Non è un omonimia. E’ proprio lo stesso Amorosi che oggi solleva il caso dei derivati di cui si avrebbe evidenza dal 2005 (anno in cui era ancora assessore).

Non ho notizie che ci sia stato una tenace opposizione dell’allora assessore Amorosi a questa delibera o una denuncia pubblica, una presa di distanza, sciopero della fame… o altro. Io leggo solo “voti unanimi e palesi”.

Quindi qualora anche si dimostrasse che i derivati ci sono davvero, tra i responsabili potrebbe proprio esserci quella giunta che mise la prima pietra.

Ma oggi si preferisce parlare di bombe. Di bombe Amorosi ne parlò anche in caso dei residui attivi . Altra grande inchiesta con cifre milionarie che lanciò nel 2012 e sostenne a più riprese. Sembrava che il Comune dovesse crollare. Salvo poi apprendere qualche mese dopo che nella classifica dei residui attivi eravamo 98 su 106 comuni capoluoghi. Per poi concludere definitivamente la questione con la lettera che il 23 maggio 2013 la Corte dei Conti ha inviato al Comune e ai nostri revisori dei conti in cui il magistrato istruttore ritiene idonee le misure adottate dall’ente in materia di residui per eliminare tutti quelli inesigibili e insussitenti. Questo senza nemmeno dover ulteriormente investire la Sezione in composizione collegiale. Lettera che stranamente non ha trovato spazio negli articoli del sign. Amorosi così interessato ai residui attivi. Le bombe dei residui attivi sono rimaste inesplose

Sui derivati continuo le ricerche, vedremo se a forza di sparare è riuscito a fare un centro. Alla fine toccherà a noi, come sempre, fare il lavoro vero!

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