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Carceri, non soffrono solo i detenuti. Situazione della polizia penitenziaria

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Articolo di: 
   del: 7 febbraio 2014

Oggi nuova interessantissima udienza conoscitiva sulla casa circondariale della Dozza. Questa volta abbiamo parlato della  situazione della Polizia Penitenziaria e (tra le altre cose) degli ostacoli alla loro integrazione con la città dove lavorano.

Sono emersi numerosi spunti che ho raccolto in un atto di indirizzo (ODG) che abbiamo già depositato e che sarà trattato in commissione nei prossimi giorni.

Ve lo riporto qui di seguito (vale anche come sunto ai principali punti trattati oggi)

 

PREMESSO CHE

Al carcere della Dozza operano circa 400 agenti di Polizia Carceraria, la quasi totalità provenienti da fuori regione.

Le caserme in cui alloggiano avrebbero bisogno di interventi sia per aumentarne la sicurezza (vie di fuga antincendio) che per migliorare la qualità della vita al loro interno (camere senza bagno, docce in comune e in carente stato di manutenzione)

Che a causa della generale scarsità di risorse i tempi di realizzazione dei sopra citati interventi sono spesso rimandati e ad oggi non hanno ancora una data certa

CONSIDERATA

La grandissima importanza del delicato lavoro svolto con competenza dagli Agenti di Polizia Penitenziaria anche in termini di utilità sociale e di potenziale ordine pubblico

RITENUTO CHE

Agevolare l’accessibilità al carcere della Dozza anche con mezzi pubblici, agevolerebbe la sua integrazione e contatto con la città promuovendo ulteriormente la partecipazione di associazioni all’interno del carcere con promozione di attività di volontariato

Migliorare il collegamento del carcere della Dozza con la città permetterebbe agli agenti di fruire più agevolmente delle iniziative socio-culturali della città migliorando la qualità del loro tempo libero.

VISTA INOLTRE

La sentenza della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, pronunciata 8 gennaio 2013, che costituisce una pesante condanna nei confronti dell’Italia e del suo sistema penitenziario, giudicando le condizioni dei detenuti nelle carceri Italiane una violazione degli standard minimi di vivibilità che determina una situazione di vita degradante

RITENUTO CHE

Sia necessario che la società civile tutta a partire da enti locali e associazioni si impegni per migliorare le condizioni di vita nel carcere anche promuovendo attività che riducano il tempo che i detenuti trascorrono in cella

Gli enti locali debbano agevolare e incentivare iniziative che coinvolgano il carcere

INVITA LA GIUNTA

A discutere un potenziamento dei collegamenti di Trasporto Pubblico tra la città e la casa circondariale della Dozza, insieme ai rappresentanti degli agenti di Polizia penitenziaria

Ad implementare la segnaletica per guidare in modo chiaro alla Casa Circondariale, almeno a partire dall’uscita della tangenziale.

A promuovere iniziative per integrare sempre più la casa circondariale con la città di Bologna valorizzandola come una risorsa e sensibilizzando in tal senso i cittadini.

A promuovere la creazione di un tavolo presso la Prefettura, insieme ai rappresentanti del ministero e del  corpo di polizia penitenziaria per sollecitare la creazione di alloggi per le forze di polizia, sulle aree già messe più volte a disposizione dal Comune di Bologna, sottolineando anche in quella sede la difficile situazione degli Agenti di Polizia Penitenziaria e la volontà di promuovere una sempre migliore integrazione tra la casa circondariale ed i suoi operatori con la città.

A proporre presso l’ASL l’esecuzione di screening ematici volontari annuali preventivi e gratuiti estesi anche agli agenti di polizia penitenziaria come già avviene per i detenuti

 

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