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CINEMA – FILM COMMISSION: RIPARTIAMO?

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Giovedì scorso si è tenuta a mio avviso una importante conferenza stampa, che più che “conferenza stampa” la definirei “un importante momento di incontro e di scambio” fra tantissimi professionisti, produttori, registi, attori e anche alcuni rappresentanti della politica cittadina. Sottolineo con piacere, come già abbiamo fatto, come ho fatto anche io personalmente , il fatto che la Regione pochi giorni prima della nostra conferenza stampa (sicuramente una coincidenza, ma non voglio fare polemiche su questo) abbia approvato un importante risoluzione che tende a ridare valore, slancio e anche fondi (sono importanti anche quelli) alla Film Commission regionale. Il fatto è  che, però, non abbiamo solo un problema di risorse. Ciò che ci segnalano tutti i professionisti,  è il problema di riuscire ad incanalare questi fondi verso una gestione e una sburocratizzazione di quelle che sono le necessità che hanno i cast per girare i film. Ovvero noi possiamo dare anche il triplo dei fondi alla film commission regionale, ma se poi per andare a girare un documentario della BBC sulle Due Torri non si trova nessuno con cui interagire, come è successo in questi tre anni e mezzo, diventa tutto molto complicato. Se per girare una scena sotto il Portico del Pavaglione, Pupi Avati deve andare a Cinecittà e ricostruire artificialmente il Portico del Pavaglione, vuol dire che c’è qualcosa che non va, e non stiamo parlando di mancanza di risorse. Nel caso che ho appena descritto non erano le risorse quelle che mancavano, ma erano a mio avviso solo un po’ di logica e di buonsenso le componenti completamente assenti.
Abbiamo perso occasioni importanti a Bologna, tante occasioni.
Ho visto che la Film Commission si difende dicendo “in tre anni abbiamo avuto a Bologna decine di produzioni importanti.” Però cita, facendosi un autogol, la serie televisiva de “ l’Ispettore Coliandro”, serire che è partita  da Bologna ma che poi, come sappiamo, è stata proprio una delle produzioni che Bologna ha perso.
Sottolineo anche che non è stato un bel comportamento, secondo me, quello tenuto dalla rappresentante della Film Commission, la signora che era in sala durante la nostra conferenza, in una sala gremita di professionisti del settore,  dove regnava un clima tranquillo e di assoluto rispetto. Tutti intervenivano serenamente, ma la signora ha invece deciso di fare silenzio, riservandosi però in un secondo momento di parlare in separata sede con la stampa. Se ci sono opinioni divergenti sarebbe bello, magari come  stiamo facendo oggi in consiglio io e l’Assessore Ronchi,  se ci fosse un confronto più schietto, più diretto, perchè credo che potrebbe aiutare tutti quanti.
Ho letto le sue dichiarazioni, Assessore. Conoscevo già il suo pensiero perché ci siamo parlati anche in altri momenti in forma privata e ci siamo detti le stesse cose che ci stiamo dicendo oggi in pubblico, e quindi non mi sono stupito. Ma, in risposta alle sue dichiarazioni, ci tengo prima di tutto a sottolineare che nessuno degli intervenuti nella conferenza stampa ha detto che la Cineteca non è un’eccellenza e che non deve essere valorizzata, anzi è stato proprio ribadito il contrario da tutte le persone che erano al tavolo con me. Quando leggo che lei dice “se ho delle risorse in più, preferisco darle alla Cineteca che è un’eccellenza”, e lo sottolinea come se non fosse cosa condivisa,  ci tengo a ribadire che per tutti la Cineteca è un’eccellenza che merita investimenti.
C’è però un altro settore che è stato completamente abbandonato a Bologna in questi ultimi anni, ed è stato abbandonato – ripeto – non per mancanza di fondi, ma per mancanza di volontà, per mancanza di lungimiranza. Ci sono comuni più piccoli di Bologna, meno importanti di Bologna, con meno bellezze architettoniche di Bologna, con meno attitudine al cinema e al mondo audiovisivo, che semplicemente agevolando il lavoro dei cast hanno ottenuto grandi risultati artistici, economici e turistici.
Non banalizzerei i concetti. Quando lei dice “non voglio tenere un ufficio per far chiudere una strada” vorrei che le fosse chiaro che non si tratta di un ufficio che “fa chiudere una strada”, bensì si tratta di un ufficio che, con poche risorse, può portare ricchezza e turismo a Bologna attraverso cose semplici, quali anche la chiusura di una strada o quali la ricerca di convenzioni con gli alberghi e i ristoratori.
L’Assessore Regionale ha detto, due giorni fa, che da ogni euro investito nel cinema e nel mondo audiovisivo (perché ormai il cinema vuol dire anche film per la televisione, sceneggiati) se ne ricavano minimo quattro. Alcuni esempi portati al tavolo della conferenza stampa in sala farnese parlano anche di  trenta, quaranta volte in più di incassi rispetto a quella che è stata la spesa.
Io credo che l’incontro dell’altro giorno non debba essere visto come un momento di polemiche e di astio, ma come una richiesta di aiuto, un punto di partenza per creare qualcosa di positivo per il cinema, per Bologna e per tutti noi.
Concludo dicendo che, come sottolinea lei, Assessore Ronchi, è vero che Germania e Francia hanno delle regioni che investono nei film e nel cinema, ma, forse le è sfuggito, ci sono anche molte regioni italiane che lo stanno facendo e lo stanno facendo bene da anni, ottenendo risultati straordinari. In Emilia-Romagna ci auguriamo che si parta con decisione da oggi, da adesso, da questo istante, cercando di recuperare il tanto tempo e le tante occasioni perdute.
Max Bugani – ( intervento in Consiglio Comunale del 8/11/2013)

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